Gian Carlo Riccardi

Biografia

Biografia

Gian Carlo Riccardi (Frosinone 21 ottobre 1933 – Frosinone 07 febbraio 2015) è stato un artista multimediale: pittore, caricaturista, attore e regista teatrale, scultore, musicista, docente di costume e storia dell’arte, scrittore, autore di opere pubbliche ed urbanistiche.

Gian Carlo Riccardi

È stato definito dal critico d’arte Enrico Crispolti un “artista multimediale” ha collaborato ed hanno scritto di lui scrittori e artisti come Achille Bonito Oliva, Alberto Moravia, Cesare Zavattini, Libero De Libero, Giuseppe Bonaviri, Umberto Mastroianni, Elio Pagliarani, Vito Riviello, Sergio Amidei, Franco Cavallo, Filiberto Menna, Angelo Maria Ripellino, Mario Lunetta, Jolena Baldini, Nino Ferrero, Alfonso Gatto, Morando Morandini, Michele Biancale, Costanzo Costantini, Aggeo Savioli, André Pieyre, Jan van der Marck e altri. Le sue opere sono presenti, inoltre, nelle riviste di arte e cultura come Artecontro, Le Arti, La Fiera Letteraria, Flash Art e nelle maggiori enciclopedie italiane e straniere.

Gian Carlo Riccardi (a destra) con Libero De Libero (in basso) e Cesare Zavattini (a sinistra), 1977.

Riccardi ha operato in differenti campi ed è stato un artista tout court, non assimilabile ad alcuna corrente, ad alcun movimento. La sua arte è esplicata mediante le più disparate modalità artistiche, come l’arte figurativa, il teatro, la scultura e la scrittura dimostrando una grande versatilità nei ruoli da egli ricoperti (pittore, scenografo, regista, attore, performer, scrittore…). La sua sperimentazione artistica inizia precocemente, dimostrando di possedere spiccate doti artistiche. Un enfant prodige che ricopiava immagini da riviste satiriche e giornali come La Domenica del Corriere e Passa il giro, strisce e caricature politiche. Durante la giovinezza, l’artista manifesterà la sua versatilità artistica anche in campo musicale suonando il pianoforte, la batteria ed esibendosi in un complesso, Gli evasi.

Gian Carlo Riccardi disegno anni '50 - La Domenica del Corriere
Gian Carlo Riccardi, L'attrice cinematografica Ingrid Bergman, 1951, Pastello su carta, 28x31.
Gian Carlo Riccardi, A Legnano si celebra il Carroccio, 1952, Pastello su carta, 28x31.
Gian Carlo Riccardi, Gino Bartali sarà presente anche quest’anno al 34° Giro D’Italia, 1951, Pastello su carta, 24x35.
Gian Carlo Riccardi, Si rimette in moto il Giro, 1952, Pastello su carta, 21x30.

Dopo aver conseguito la maturità classica, nel 1961 Gian Carlo Riccardi si diploma con lode in scenografia presso l'Accademia di Belle Arti di Roma di via Ripetta; durante il periodo accademico l’artista frequenterà il corso di scenografia del professore Peppino Piccolo. Il rettore dell’Accademia dell’epoca Pippo Rizzo rivolgendosi a Rosa Amati, madre di Gian Carlo Riccardi, affermerà che l’artista aveva una “mano felice”, riferendosi alle sue capacità tecniche e creative. Sarà allievo, inoltre, di Toti Scialoja docente di Scenotecnica presso l’Accademia di Belle Arti di Roma dal 1953 al 1959 e Mario Rivosecchi, professore di Storia dell’arte presso l’Accademia di Belle Arti di Roma dal 1958 al 1964. La passione per il teatro nasce durante gli anni accademici, con la produzione delle prime scenografie realizzate verso la fine degli anni ’50. Ciò lo porterà a diplomarsi successivamente in Regia Teatrale e Cinematografica presso il Centro Sperimentale di Cinecittà dinanzi ad una commissione presieduta dai fratelli Taviani e dalla professoressa di Storia dell’arte Maria Cremisini. Dagli anni '60 l’artista sarà impegnato nella realizzazione di scenografie per le trasmissioni televisive della Rai Radiotelevisione italiana dove lavorerà come assistente degli scenografi Giorgio Aragno e Cesarini da Senigallia, autore quest'ultimo di scene di Studio Uno con Mina, Paolo Panelli, Bice Valori e Franca Valeri. Tra gli anni ‘60 e ‘70 lavora presso la Rai Radiotelevisione Italiana come scenografo e regista. È, inoltre, redattore di riviste satiriche come Il Travaso delle Idee, Marc'Aurelio, L'uomo Qualunque, Il Bertoldo, Simplicissimus, Il Borghese e Il Becco Giallo e promotore della rivista culturale Dismisura. Ha fatto parte dell'Avanguardia Teatrale Romana collaborando con Pino Pascali, Carmelo Bene, Mario Ricci, Memè Perlini, Nino De Tollis, Filippo Torriero, Giancarlo Sepe ed altri. Insieme a Giancarlo Nanni, Manuela Kustermann, Valentino Orfeo, Giuliano Vasilicò e Pippo Di Marca uniranno le forze in uno spazio sulla via Portuense chiamandolo La Fede.

Gian Carlo Riccardi, Scenografia Rai via Teulada Roma, 1960.
Gian Carlo Riccardi caricatura - Il Travaso delle Idee
Gian Carlo Riccardi, Il Generale De Gaulle contro il Patto Atlantico: Naso contro Nato, Il Travaso, 1966, Matita e inchiostro su carta, 25x32.

Queste esperienze lo porteranno ad aprire a Frosinone, nel 1961, il Gruppo Teatro Laboratorio Arti Visive e successivamente, nel 1962, il Teatro Club nel centro storico della città, dove allestirà, con diversi attori, performance artistiche e spettacoli teatrali. Con il Gruppo Teatro Laboratorio Arti Visive Riccardi mette in scena numerosi spettacoli d'avanguardia nei maggiori teatri e piazze in Italia e all'estero come Il Volpone di B. Jhonson, Amleto I e II di W. Shakespeare, Il Rinoceronte di E. Ionesco, Pinocchio di Collodi, Amen, Enjambement_mimì, Dalla A alla Z, Teorema, Apocalisse, Escremento, Luigi XIV, Eden, Festa, A' Bonafficiata, Perché Lorca, Mia Terra ecc. È tra i promotori di festival e rassegne culturali nel centro storico di Frosinone come: I percorsi della memoria (1984) e Elektronpoiesis (1986). Gian Carlo Riccardi partecipa anche ad eventi quali: il Teatro da Voi 1977 (1977) presso il teatro Spazio Uno di Roma con il patrocinio dell'ETI, la Settimana di Teatro Nuovo (1978) rassegna tenutasi nella provincia ciociara con la partecipazione di Mario Ricci, Memè Perlini, Remondi e Caporossi, Ramon Pareja, Valentino Orfeo, agli Incontri 1984 (1984) presso il Centro Associazione Stampa Grattacielo di Milano con la partecipazione di Mario Guidotti, Ugo Aprà, Gabriele Lavia, Memè Perlini, Luigi Costantini e Giuliano Calabrò e agli Spettacoli itineranti per le regioni d'Italia, con la partecipazione di Giancarlo Schiaffino, Leo e Perla (Leo De Bernardis e Perla Peragallo), Gianni Pulone, Carlo Quartucci, Paolo Poli, Carla Tatò, Pippo Di Marca ecc. È invitato, inoltre, alle maggiori rassegne e festival in Italia e all’estero. In occasione del centenario dalla morte dello scrittore James Joyce, Riccardi il 16 giugno del 1982 ha diretto a Frosinone la prima celebrazione italiana del Bloomsday. Alla giornata joyciana, patrocinata dall’ambasciata d’Irlanda, presero parte lo scrittore Enzo Siciliano nelle vesti di James Joyce e la spogliarellista Dodò D'Amburgo nel ruolo di Molly Bloom.

Gian Carlo Riccardi e il Gruppo Teatro Laboratorio Arti Visive con Dodò D'Amburgo in occasione del Joyce Day (1982)
Al Teatro Club di Gian Carlo Riccardi (1966)

Le sue opere sono presentate presso la Sala E.P.T. di Frosinone nel 1961 e la Galleria Giraldi di Livorno nel 1962. Nel 1967 è insignito della medaglia d'oro per l'opera Rapporto d’amore nella Rassegna d’Arte dei Pittori Ciociari presso il Palazzo Rosso di Fiuggi. Nel 1968 Gian Carlo Riccardi espone al Palazzo delle Esposizioni di Roma. È presente alla I Rassegna Provinciale di Arti Figurative di Frosinone presso la quale espone le opere La palla rossa e La caduta di Icaro, alla Galleria La Saletta di Frosinone nel 1971 e alla Galleria Cecchini di Perugia nel 1977. Nel 1984 espone le sue opere alla Rassegna Artexpo di Ginevra e nel 1985 alla British Art Fair in the City di Londra. Nel 1987 espone ai Magazzini Generali di Roma: la personale Prova d’autore, è curata da Stefano Docimo. Sono presenti Acrocca, Sanguineti, Maraini, Riviello, Sonego, Schifano, Pecora e Attardi. Riccardi espone: nel 1988 a Parigi presso il Centre International d'Art Contemporain, collettiva del Salons des Nations, dove espongono Manzù, Vespignani, Bacon, Calabria, Turchiaro, Sasso, Schifano, Paolini, Pistoletto ed altri, nel 1989 a Roma presso la Villa Medici, nel 1991 negli Stati Uniti d'America presso l'Università Cooper Union di New York, nel 1991 a Mosca presso il Manege Central Exhibition Hall, nel 1992 a Parigi presso la Galerie Antoine Caudau e Gorden Pyn & Fils, presenti anche Mario Schifano, Enrico Castellani, Enrico Baj, Antonio Bueno, Sandro Chia, Francesco Clemente, Luca Patella, Giuseppe Maraniello e Cristian Kubisch, nel 1993 in Giappone presso la Kodama Gallery di Osaka, nel 1995 a Cracovia presso la Rassegna Internazionale d'Arti Visive, nel 1996 ad Atlanta presso la Art Buyers Caravan, nel 1997 a Milano presso la Galleria d'Arte Il Naviglio di Franca Rame e Dario Fo, nel 1999 a Barcellona presso la Fundació Antoni Tàpies, nel 2005 a Praga presso la Rassegna Internazionale di Arti Visive presso i locali della Badia di San Vito, presenti anche artisti come Michelangelo Pistoletto, Mimmo Paladino, Robert Rauschenberg, Sol LeWitt, Jannis Kounellis e Luciano Fabro, nel 2007 a Frosinone presso la Villa comunale, ed in altri luoghi espositivi in Italia ed all’estero. Riccardi espone le sue installazioni all'Expo CT 72 di Milano (1972) al Parlamento europeo (1991), alla Biennale d’Arte di Venezia (1993) e al Festival dei Due Mondi di Spoleto (1995). Il nome di Gian Carlo Riccardi figura su diverse riviste di arte e cultura come Artecontro, Le Arti, La Fiera Letteraria, Flash Art e su enciclopedie.

Gian Carlo Riccardi, L'airone, 1986.
Gian Carlo Riccardi, Mia Terra, 1982.

Nel 1997 Gian Carlo Riccardi fonderà il Teatro dell’Immagine coadiuvato dal figlio Francesco, compositore e docente presso l’Accademia di Santa Cecilia di Roma e darà vita ad un teatro-concerto. L'artista scomparirà il 7 febbraio 2015 nella sua città natale. Attraverso la sua sperimentazione e la sua produzione incessante, rimane uno degli artisti più profondi e sensibili della contemporaneità.