Grottesco
Nelle opere realizzate tra gli anni ’60 e gli anni ’70, che riguardano fondamentalmente il tema del grottesco, Gian Carlo Riccardi enfatizza in particolar modo le problematiche dell’essere umano nelle sue più svariate sfaccettature e nelle sue negatività; dal sesso, mediante la raffigurazione di figure femminili sensuali dalle forme provocatorie e accattivanti, fino a rappresentare uomini in una condizione di catarsi, per giungere ad una crisi esistenziale che a poco a poco prende forma in una condizione di attesa e di suspense nei riguardi dell’ignoto.
Le figure umane inquietanti e enigmatiche di Gian Carlo Riccardi raffigurano d’altra parte, in modo edulcorato e grottesco la vuotezza e la vacuità dell’uomo contemporaneo, imprigionato nel proprio corpo che ora è carne, ora macchina. Allo stesso tempo, altro elemento immancabile nelle ultime opere dell’artista, è quello del surreale; le mani disegnate da Riccardi, spesso rappresentate con una graffetta, stanno a raffigurare, in particolar modo, lo stretto e disperato attaccamento dell’artista alla vita, alla casa, alla famiglia, ai ricordi, a tutti quei valori sempre più remoti se non del tutto dimenticati dalla società contemporanea.
