Gian Carlo Riccardi

Pittura e Disegno

Pittura e Disegno

Le opere di Gian Carlo Riccardi affrontano differenti argomenti che presentano un’evoluzione nel corso degli anni. I contenuti principali della sua produzione pittorica rievocano tematiche come l’ironia, il doppio, il grottesco, ma anche il mondo dell’infanzia. Una buona parte della sua produzione artistica è orientata verso l’astratto mediante l’utilizzo del collage e del ready made. In queste elaborazioni Riccardi recupera materiali poveri lacerando la materia e muovendosi verso una dimensione “azzerata” del fare pittorico, riprendendo, soprattutto nelle sue ultime realizzazioni, la fantasia e l’innocenza infantile. L’attività pittorica di Gian Carlo Riccardi inizia quando ancora è un bambino-adolescente ed è ravvisabile nelle riproduzioni delle vignette de La Domenica del Corriere e della rivista Passa il giro e le opere realizzate nel periodo accademico, con particolare attenzione alla caricatura eseguendo numerosi ritratti satirici di personaggi politici, cantanti, o personalità coeve. 

Una parte considerevole della produzione artistica di Gian Carlo Riccardi è caratterizzata da disegni. Dal disegno, che persegue tematiche ironiche e grottesche, l’artista perviene all’astratto attraverso una pittura polimaterica ed a una grafia “infantile”, rappresentazione giocosa e nostalgica. La notevole produzione artistica di Gian Carlo Riccardi ha spaziato dalla satira politica a quella sociale, fino al grottesco (dai Fratini ai Clowns, alle vignette umoristiche…), opere sempre caratterizzate da una forte ironia surreale e metafisica che hanno contraddistinto gran parte dei suoi lavori degli anni ’50, ’60 e ’70 e che mettono letteralmente a nudo l’umanità raffigurata.

Nelle opere di Riccardi si evincono richiami al mondo onirico ed al misticismo. Riccardi rappresenta, attraverso l’astrazione pittorica, le asprezze e le crudeltà dell’uomo contemporaneo e del mondo in cui esso opera fino ad un ritorno assoluto, in particolar modo negli ultimi anni, all’infanzia, mediante la rievocazione di elementi riconducibili al mondo innocente e fiabesco del bambino come il circo, la donna-cannone, gli uomini bambini, i cani dalle zampe allungate e l’emblematica casa che brucia che si ripresenta più volte all’interno delle sue opere, segno dell’attesa, della speranza, dell’indefinito. Si è desunto, dunque, in Riccardi il desiderio di ricreare un universo parallelo partorito anteriormente dalla matita del bambino in cui, finalmente, tutto diventa possibile.

Premi

  • 1967 Medaglia d’oro per l’opera Rapporto d’amore nella Rassegna d’Arte dei Pittori Ciociari presso il Palazzo Rosso di Fiuggi
  • 1973 Premio della critica a Locarno per il cortometraggio Immagine pubblica
  • 1981 Premio Lazio Regione
  • 1990 Premio Arezzo

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Mostre e Rassegne Internazionali