Gian Carlo Riccardi

Scultura

Scultura

Nella produzione scultorea di Gian Carlo Riccardi sono ravvisabili chiare rievocazioni al passato, all’infanzia, alla memoria e al ricordo. Centrale nelle sue operazioni è l’elemento site specific, ossia il rapporto con lo spazio circostante (connessione luogo-opera), ma soprattutto con il pubblico che instaura con l’opera un dialogo interattivo e partecipativo, venendosi così a costituire un rapporto contestuale e intrinseco tra fruitore e opera. Riccardi realizza bozzetti e progetti per le sue installazioni. Si prendono in considerazione le opere temporanee (come nel caso di personali e rassegne di livello internazionale) e permanenti realizzate dall’artista, tramite foto d’epoca e recenti che permettono di individuare lo stato di conservazione di alcune sculture per giungere, solo successivamente, ad un’analisi iconologica delle opere. 

Le sculture e installazioni di Riccardi sono state concepite come opere pubbliche e collocate in spazi pubblici come edifici, luoghi adibiti ad esposizioni, piazze, parchi ecc. I materiali utilizzati da Riccardi nella realizzazione delle sculture dagli anni ’70 sono fondamentalmente poveri e vanno dal plexiglass alla carta, dal legno al ferro, elementi che vengono riqualificati attraverso la logica del ready made. Nell’ambito della sua produzione scultorea rientrano anche performance teatrali caratterizzate dalla presenza di installazioni che richiedono ancora una volta l’intervento diretto dell’osservatore che diviene partecipe, come nella performance/installazione Il luogo e la memoria (1987), o La scatola nera (1993) presentata alla 45a Esposizione Internazionale d’Arte (Biennale di Venezia) nel 1993.

Le cosiddette “stanze” giocano un ruolo determinante all’interno delle installazioni di Riccardi rievocando percorsi riconducibili al passato, il tutto come chiaro richiamo al ricordo, alla memoria ed all’infanzia dell’artista. Tra le varie stanze ricordiamo La Stanza del Padre (1986), La Stanza delle meraviglie (1989), La Stanza dei miracoli (1993), La Stanza dei miracoli, II versione (1996) e La Stanza del sogno (1998). Le “stanze” sono dunque installazioni eseguite sempre con elementi semplici e di recupero (prevalentemente legno e ferro). Questi dispositivi sono realizzati mediante pareti colorate secondo motivi astratti, frammenti di legno e oggetti di uso comune, sono dei palcoscenici teatrali che mettono al centro l’osservatore costruendo un dialogo partecipativo con esso. Le “stanze” rappresentano qualcosa di familiare per l’artista, sono contenitori, scatole dei giochi e della memoria, in cui stipare i ricordi dell’infanzia.

Gian Carlo Riccardi scultura - "La stanza delle meraviglie"

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